Benjamin Britten


Per qualche anno lavorai in una grande scuola statale.  Era una zona povera e le possibilità di arricchimento culturale erano poche.  Tuttavia, avevamo il grosso vantaggio di essere poco distanti dal centro di Londra e tutte le opportunità musicali che ci offriva.

Fra tantissime gite scolastiche musicali resta molto speciale una tappa al Royal Opera House per assistere ad un’opera di Benjamin Britten che si intitola ‘Peter Grimes’.    

Avevo sempre sostenuto che la grande arte, in qualsiasi forma, può superare tutti gli impedimenti culturali perché è in grado di comunicare con noi, chiunque siamo e a dispetto della provenienza.  Eppure, in viaggio verso questo teatro dell’opera per eccellenza, era come se fosse una vera scommessa portare una dozzina di ragazzi umili origini per vedere un’opera che non è proprio leggera. 

Dato che tutto il gruppo è rimasto sbalordito dello spettacolo,  mi sono reso conto che ciascuna delle mie preoccupazioni era fuori posto e rappresentava solo i miei pregiudizi e preconcetti sulla cosiddetta ‘musica difficile’.  Ancora oggi, mi stupisce come la musica di Britten possa catturare l’immaginazione dei giovani.  

Un altro esempio eccellente di questo ideale sarebbe la canzone ‘The Salley Gardens’.

Dal mio punto di vista resterò sempre innamorato di questa canzone di Britten perché fu una delle prime canzoni che studiai con il mio insegnante di canto all’università.  

Al di là del legame personale però, c’è il fatto semplice che si tratta di una musica bellissima e molto orecchiabile.  Si può farla risalire alla fine dell’Ottocento.  Le parole furono scritte da W.H.Auden e furono ispirate da un ricordo del 1880 circa l’autore ricordò una signora anziana che cantava parole simili.  

L’amore perduto è anche un tema comune al lieder di Schubert e Schumann, e l’influenza di entrambi questi compositori – la loro evocazione della tristezza attraverso il semplice accompagnamento – si può sentire nella scrittura pianistica di Britten qui e altrove.

Questo è decisamente una delle canzoni folk più amate di Britten, composta nel 1942, mentre aveva molta nostalgia di casa a New York e pensando all’Inghilterra.  Perciò si possono trovare tantissime versioni con arrangiamenti diversi sempre fatte da Britten. 

Con ‘The Salley Gardens’ c’è l’impronta della musica folk britannica che Britten, malgrado sia un compositore sofisticato del Ventesimo secolo, conserva con una semplicità geniale. 

A mio parere questa è la bravura centrale di Britten: l’abilità di creare una struttura musicale che cattura il giovane ascoltatore trasmettendo il senso delle parole che spesso sono difficili da comprendere ed emotivamente complesse nel modo più diretto possibile.

RV

Pubblicato da Royston Vince

Scrittore presso Edizioni Progetto Cultura BritaliaLive: Uno spettacolo che avvicina UK e l'Italia, con un live show bilingue che intreccia musica e letteratura. Ogni evento è proposto in italiano ma con canzoni in inglese.

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